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    May 21

    __--iO e tE--__

     
     
    __LuNa__
     
    Dipingimi distorto
    come un angelo anormale 
     
    _che cade_
     
    Offendimi, se odiare è un crimine
     
    il prezzo è uguale
     
    _e fa male_
     Illumina..annulla le paure oh luna..
     
    _nulla è uguale_
     
    Sarò così onesta come se tu fossi il mare,
     
     il MaRe..
     
    E vedo te__iO e tE__
     
    niente conta e crolla, crolla
     
    E vedo te, io e te, NiENte ConTa..in fondo.
     
     
     
    Verdena
    May 13

    ..IO non TREMO..

     
    ByeByeBombay
     
    Steso su un balcone guardo il porto
    Sembra un cuore nero e morto
    Che mi sputa una poesia
    Nella quale il giorno in cui mi lancerò
    E non mi prenderanno
    Neanche tu mi prenderai

    Io non tremo

    E' solo un pò di me che se ne va
    Giù nella città,
    dove ogni strada sa
    Condurre sino a te
    e io no

    Bye bye, bye bye, bye bye, bye bye BOMBAY

    Sai Mimì che
     la paura è una cicatrice
    Che sigilla anche l'anima più dura

    Non si può giocare con il cuore della gente
    Se non sei un professionista, ma ho la cura

    Io non tremo

    E' solo un pò di me che se ne va
    E' sporca la città, tutto cercherà
    Di condurre sino a te e io no

    Bye bye, bye bye, bye bye, bye bye BOMBAY
     
    Afterhours 
    May 07

    ..Io so!

     

    ''Io so.
    Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe(e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere).
    Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
    Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
    Io so i nomi del"vertice" che ha manovrato dunque sia i vecchi fascisti ideatori di golpes,sia i neofascisti autori materiali delle prime stragi,sia infine,gli"ignoti" autori materiali delle stragi più recenti.
    Io so i nomi del gruppo di potenti,che,con l'aiuto della CIA(e in second'ordine dei colonnelli greci e della mafia)hanno prima creato(miseramente fallendo)una crociata anticomunista,a tamponare il 1968,e in seguito si sono ricostituiti una verginità antifascista,a tamponare il disastro del referendum.
    Io so i nomi di coloro che tra una messa e l'altra,hanno dato le disposizioni e assicurato protezione politica a vecchi generali,a giovani neofascisti, anzi neo-nazisti e infine a criminali comuni,fino a questo momento,e forse per sempre,senza nome.
    Io so i nomi delle persone serie ed importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni,siciliani o no,che si sono messi a disposizione,come killer e sicari.
    Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti(attentati alle istituzioni e stragi)di cui si sono resi colpevoli.
    Io so.Ma non ho le prove.Non ho nemmeno indizi.
    Io so perchè sono un intellettuale,uno scrittore,che cerca di seguire tutto ciò che succede,di conoscere tutto ciò che se ne scrive,di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace;che coordina fatti anche lontani,che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico,che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà,la follia e il mistero.
    Tale logica sta dietro una grande quantità di interventi anche giornalistici e politici.Probabilmente i giornalisti e i politici hanno anche delle prove o, almeno,degli indizi.
    Ora il problema è questo:i giornalisti e i politici,pur avendo forse delle prove e certamente degli indizi,non fanno i nomi.
    A chi dunque compete fare questi nomi?Evidentemente a chi non solo ha il necessario coraggio,ma,insieme,non è compromesso nella pratica col potere e ,inoltre ,non ha ,per definizione, niente da perdere: cioè un intellettuale.
    Ma egli non ha nè prove nè indizi.
    Il potere e il mondo che tiene rapporti pratici col potere,ha escluso gli intellettuali liberi-proprio per il modo in cui è fatto-dalla possibilità di avere prove e indizi.
    Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia.
    Ebbene,proprio perchè io non posso fare i nomi dei responsabili dei tentativi di colpo di Stato e delle stragi io non posso non pronunciare la mia debole e ideale accusa contro l'intera classe politica italiana.
    E lo faccio in quanto credo alla politica,credo nei principi della democrazia,credo nel parlamento e credo nei partiti.E naturalmente attraverso la mia particolare ottica che è quella di un comunista.
    Sono pronto a ritirare la mia mozione di sfiducia solo quando un uomo politico-non per opportunità,cioè non perchè sia venuto il momento,ma piuttosto per creare la possibilità di tale momento-deciderà di fare i nomi dei responsabili,che evidentemente egli sa,come me, ma su cui,a differenza di me, non può non avere prove o almeno indizi.
    Probabilmente -se il potere americano lo consentirà-questi nomi prima o poi saranno detti.Ma a dirli saranno uomini che hanno condiviso con essi il potere:come minori responsabili contro maggiori responsabili.
    Questo sarebbe,in definitiva,il vero colpo di Stato."

    Dagli"Scritti Corsari"di Pier Paolo Pasolini.1975.

    '' Io so e ho le prove.

    Io so come hanno origine le economie e dove prendono l’odore. L’odore dell’affermazione e della vittoria.

    Io so cosa trasuda il profitto. Io so. E La verità della parola non fa prigionieri perché tutto divora e di tutto fa prova. E non deve trascinare controprove e imbastire istruttorie. Osserva, soppesa, guarda, ascolta.

    Sa. Non condanna in nessun gabbio e i testimoni non ritrattano. Nessuno si pente.

     Io so e ho le prove.

    Io so dove le pagine dei manuali d’economia si dileguano mutando i loro frattali in materia, cose, ferro, tempo e contratti.

    Io so. E lo sanno le mie prove. Le prove non sono nascoste in nessuna pen-drive celata in buche sotto terra. Non ho video compromettenti in garage nascosti in inaccessibili paesini di montagna. Né possiedo documenti ciclostilati dei servizi segreti.

     Le prove sono inconfutabili perché parziali, riprese con le iridi, raccontate con la parole e temprate con le emozioni rimbalzate su ferri e legni.

     Io vedo, trasento, guardo, parlo, e così testimonio, brutta parola che ancora può valere quando sussurra: “è falso” all’orecchio di chi ascolta le cantilene a rima baciata dei meccanismi di potere.

    La verità è parziale, in fondo se fosse riducibile a formula oggettiva sarebbe chimica.

    Io so e ho le prove. E quindi racconto. Di queste verità.''

    Da "Gomorra" di Roberto Saviano.2006.

    Nella notte tra l'1 e il 2 novembre 1975 Pasolini venne ucciso in maniera brutale: battuto a colpi di bastone e travolto ripetutamente con la sua auto sulla spiaggia dell'idroscalo di Ostia, vicino a Roma.Il cadavere massacrato venne ritrovato da una donna alle 6 e 30 circa. Sarà l'amico Ninetto Davoli a riconoscerlo.L'omicidio fu attribuito ad un "ragazzo di vita", Pino Pelosi di Guidonia, nei pressi di Tivoli, di soli diciassette anni, che prontamente si dichiarò unico colpevole.

    Le circostanze della morte di Pasolini non sono ad oggi ancora state chiarite. Contraddizioni nelle deposizioni rese dall'omicida, un "chiacchierato" intervento dei servizi segreti durante le indagini e alcuni passaggi a vuoto o poco coerenti riscontrati negli atti processuali, sono fattori che – come hanno ripetutamente sottolineato negli anni seguenti gli amici più intimi di Pasolini (particolarmente Laura Betti) – lasciano aperte le porte a più di un dubbio.

    « La sua fine è stata al tempo stesso simile alla sua opera e dissimile da lui. Simile perché egli ne aveva già descritto, nella sua opera, le modalità squallide e atroci, dissimile perché egli non era uno dei suoi personaggi, bensì una figura centrale della nostra cultura, un poeta che aveva segnato un'epoca, un regista geniale, un saggista inesauribile. »(Alberto Moravia)

     

    Roberto Saviano in seguito al successo del romanzo-nofiction Gomorra, fortemente accusatorio nei confronti delle attività camorristiche, ha subito pesanti minacce, confermate da dichiarazioni di collaboratori di giustizia e informative che hanno svelato il progetto di eliminarlo da parte del clan dei Casalesi. Dopo le indagini dei Carabinieri di Napoli il ministro dell'interno in carica Giuliano Amato gli ha conferito una scorta e lo ha cautelativamente trasferito lontano da Napoli.

    Vive sotto scorta dal 13 ottobre 2006.

    « Il pericolo non nasce da chi pesca, trova, una nuova notizia, il pericolo nasce da chi la riesce a far passare, da chi rompe la crosta degli addetti ai lavori, da chi in qualche modo riesce a far veicolare dei messaggi, dei racconti »

    (Intervista di Enzo Biagi)